Trump annuncia (per la 39° volta) l'intesa Usa-Iran
Secondo agenzie la firma domenica a Ginevra | Fuck remigration:domani mobilitazione antifa a Roma e non solo | Sciopero nel settore cultura | Mondiali: scontri manifestanti-polizia a Città del Messico
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IRAN - Secondo le agenzie di stampa Reuters e Bloomberg un memorandum d’intesa tra Usa e Iran potrebbe essere firmato già domenica a Ginevra. Secondo le loro fonti - non specificate - la road map prevederebbe che il contenuto venga definito entro sabato, in modo che l’accordo possa essere firmato il giorno dopo dal vicepresidente Usa JD Vance e dal presidente del Parlamento iraniano Mohammed Ghalibaf.
L’accordo imminente era stato annunciato - per la 39esima volta dall’inizio dei negoziati - ieri sera dal presidente Usa Trump, passato in poche ore da voler scagliare nuovi, pesanti, bombardamenti contro l’Iran ad annunciare l’intesa e una presunta “vittoria” della guerra. Da Teheran, all’inizio, è giunta una reazione fredda, sostituita con il passare delle ore da toni rivendicativi: “Il testo approvato è quello proposto dall’Iran”, afferma la tv di Stato. Secondo l’agenzia semi-ufficiale iraniana Mehr, Usa e Iran “si apprestano ad avviare i negoziati finali incentrati su questioni legate al nucleare ed economiche, escludendo però il programma missilistico”, di cui si parlerà in seguito.
La bozza attuale, a quanto si apprende, prevede la fine del blocco Usa di Hormuz, la riapertura dello Stretto, la revoca delle sanzioni petrolifere, lo sblocco dei fondi iraniani congelati e l’impegno degli Usa a ritirare le forze dalle aree circostanti l’Iran. Non è chiaro se l’intesa raggiunta preveda, nero su bianco, lo stop agli attacchi israeliani in Libano. Sulle frequenze di Radio Onda d’Urto abbiamo commentato la notizia con
Marco Magnano, giornalista e analista di questioni internazionali e mediorientali
Eliana Riva, caporedattrice di Pagine Esteri e collaboratrice de Il Manifesto
Colto di sorpresa, in parte, Netanyahu che sperava di essere riuscito a sabotre i negoziati. Il premier israeliano – che si è limitato a parlare di un “pieno accordo” con Washington sulla questione del nucleare - ha comunque già fatto sapere che Tel Aviv non è coinvolta nell’accordo e non ha alcuna intenzione di porre fine alle aggressioni militari in tutta l’area.
Resta nel mirino il martoriato Libano. Proseguono gli attacchi a sud del Paese dei cedri, in particolare contro la città millenaria di Tiro. Diverse le vittime nelle ultime ore, con l’esercito occupante israeliano che avrebbe occupato l’area a nord del torrente Wadi Saluki, a 10 km dalla linea blu di demarcazione. Un altro raid ha colpito un centro sanitario della Al-Risala Emergency Medical Association. In risposta Hezbollah – i cui portavoce si dicono fiduciosi sul fatto che l’accordo Usa-Iran comprenderà anche il Libano - ha effettuato 24 attacchi contro le forze israeliane. Il movimento sciita libanese rivendica l’uccisione di un soldato israeliano vicino Tiro.
Anche in Palestina l’esercito di occupazione israeliano continua gli attacchi mortali, la pulizia etnica e il genocidio. Diverse persone hanno perso la vita anche oggi tra droni e artiglieria nella Striscia di Gaza. In Cisgiordania, invece, continuano i raid e gli attacchi dei coloni, in tandem con l’esercito occupante: secondo Oxfam in soli 5 mesi, i primi del 2026, sono stati accertati 550 assalti, mentre dall’ottobre 2023 a oggi il numero di civili palestinesi uccisi in Cisgiordania ha superato quello dei 17 anni precedenti”, 1.200, di cui circa 300 bambini. Dalla Striscia di Gaza, oggi, abbiamo raccolto la corrispondenza del nostro collaboratore Sami Abu Omar. Di seguito un estratto della sua testimonianza:
MONDIALI - Ieri sera, nello stadio “Azteca” di Città del Messico, si è svolta la cerimonia di inaugurazione della Coppa del mondo di calcio più sfarzosa, lucrosa e iniqua di sempre, le cui gare si giocano tra Messico, Usa e Canada. Lo slogan voluto dalla Fifa - che si sfrega le mani per un giro d’affari di 13 miliardi di dollari - è: “il calcio unisce tutto il mondo”. Parole ipocrite e insultanti, soprattutto per le migliaia di persone – insegnanti, lavoratori, sindacati, madres buscadoras – che ieri sera per ore hanno provato a superare in corteo il muro di polizia posto a oltre un km dallo stadio messicano, tra scontri e arresti. Noi oggi abbiamo raggiunto telefonicamente Claudio Albertani, docente all’Università autonoma di Città del Messico.
Dei “mondiali di calcio della disuguaglianza” abbiamo parlato anche nel consueto appuntamento del venerdì con la rubrica di Analisi critica dei fatti economici della settimana con l’economista e nostro collaboratore Andrea Fumagalli
LAVORO - Oggi sciopero dell’intera giornata di tutto il comparto cultura - musei, biblioteche, archivi, teatri, oltre a precari di editoria, spettacolo, produzione artistica e culturale – indetto da Cub, Cobas, Clap, Adl Cobas, Usi e per i confederali da Fp e Nidil Cgil, oltre ad associazioni autorganizzate del settore come Mi Riconosci, Redacta, Galassia, Vogliamo Tutt’Altro.
“Da circa 30 anni, i governi in Italia hanno spinto verso una privatizzazione selvaggia della cultura, in tutte le sue forme. Risultato? Non di certo più efficienza, ma povertà salariale, disorganizzazione e mercificazione del patrimonio pubblico sottratto a cittadini e cittadine”, denunciano i sindacati.
Uno sciopero ampio e trasversale, indetto con questa profondità di settori e organizzazioni come non accadeva da 50 anni. Oltre le singole vertenze locali e settoriali, al centro c’è il diritto a condizioni lavorative dignitose per tutte e tutti, contro l’unica logica del profitto e per una cultura non mera merce di scambio. Per questo, decine i presidi e i sit in lungo tutta Italia. La redazione di Radio Onda d’Urto ha intervistato Federico Giusti, del sindacato Cub, e Vincenzo Miliucci, della Confederazione Cobas.
ANTIFASCISMO - Domani, dietro la parola d’ordine “Fuck Remigration”, doppio corteo antifascista a Roma per contrastare la calata nera dei razzisti e fascisti del sedicente Comitato Remigrazione e riconquista sulla Capitale. Una manifestazione raccoglierà un ampio arco di realtà antifasciste, da quelle più istituzionali come la Cgil e l’Anpi fino a centri sociali, associazioni e sindacati di base, l’altra è stata chiamata dai movimenti per il diritto all’abitare romani insieme a Usb e Potere al popolo. Siamo tornati a parlare in particolare dell’appuntamento lanciato dai movimenti per la casa capitolini nella puntata di questa settimana di “Dalla parte del diritto all’abitare”, trasmissione della nostra Cassetta degli attrezzi.
In contemporanea ai cortei capitolini, piazze antifasciste contro i nazisti della Remigrazione sono state chiamate anche in altre città. Tra queste Brescia, dove l’appuntamento chiamato dall’Assemblea permanente antifascista è alle ore 16 in Piazza Garibaldi. Noi abbiamo presentato l’appuntamento con Dino Greco, di Rifondazione Comunista.
Oggi, su Radio Onda d’Urto, trovi anche:
A chiudere la newsletter, l’appuntamento con Storia di Classe:
Pochi minuti, ogni giorno, per ripercorrere la storia (la “nostra” storia) e i suoi anniversari. Un evento storico, una mobilitazione politica, una rivolta, una lotta, tornando indietro nel tempo per conoscere il mondo e poi… trasformarlo.
12 Giugno 1946 - I fascisti assaltano la Federazione Comunista di Napoli










