Trump: "stanotte raid massicci contro l'Iran. Anzi no: abbiamo un accordo"
Brescia: 1200 euro di multa a Usb...per un gazebo solidale con Gaza I Belfast: saldatura tra unionisti e fascisti dietro i pogrom I Lotte operaie: in corso lo sciopero nelle ferrovie
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IRAN - Dopo i raid delle ultime 2 notti, Trump ha trascorso la giornata annunciando ‘attacchi contro l’Iran ancora più potenti nelle prossime ore. In un futuro non troppo lontano ci prenderemo l’isola di Kharg e di altre infrastrutture petrolifere, assumendo il controllo totale di petrolio e gas, come abbiamo già fatto con il Venezuela’.
Questa la situazione fino a pochi minuti fa, quando lo stesso Trump…ha smentito Trump, scrivendo di suo pugno sul suo social privato, Truth: “Considerato che le discussioni con la Repubblica Islamica dell’Iran sono state portate ai massimi livelli della leadership iraniana e approvate, ho annullato gli attacchi e i bombardamenti contro l’Iran previsti per questa sera. Le discussioni e i punti finali sono stati approvati, sia a livello concettuale che nei dettagli, da tutte le parti coinvolte, inclusi Stati Uniti, Israele, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Turchia, Pakistan, Bahrein, Kuwait, Giordania, Egitto e altri”. Così Trump, che poi chiude sostenendo che “il blocco navale rimarrà pienamente in vigore fino alla finalizzazione di questo accordo - data e luogo della firma saranno annunciati a breve”
Seguendo le minacce di Trump (almeno, prima dell’ennesima giravolta), in giornata la Bce aveva alzato i tassi d’interesse europei sul denaro di un quarto di punto, dal 2 al 2,25%. La decisione, legata proprio allo shock energetico causato dalla guerra all’Iran, è la prima stretta dal settembre 2023. Tagliate le previsioni sulla crescita (ora attesa a uno striminzito 0,9% per il 2026) e alzata invece l’inflazione (al 3%).
LIBANO - In attesa di capire a quale…Trump bisognerà credere, Israele continua i massacri in Libano. Uccise 15 persone; colpite la valle della Beeka, la città di Sidone e Tiro. Qui un raid ha colpito un ospedale. C’è 1 vittima e 17 feriti; 10 sono membri del personale ospedaliero. Le esplosioni hanno inoltre causato danni al pronto soccorso e alle stanze dei pazienti, costretti a essere evacuati.
Sempre da Tiro, migliaia di persone sono in fuga, nel nulla; altre decine di migliaia restano bloccati tra le bombe nella millenaria città del Sud. Sempre in questa zona proseguono gli scontri tra l’esercito israeliano ed Hezbollah, con le sirene d’allarme che, a intermittenza ma con cadenza continua, suonano nel Nord.
PALESTINA - Anche in Palestina, nella Striscia di Gaza Israele continua a massacrare la popolazione. Oggi le vittime sono almeno 2, con una dozzina di feriti. Dall’entrata in vigore del finto cessate il fuoco l’11 ottobre, si contano 981 morti, 3.104 feriti e 783 corpi recuperati. Dall’inizio del genocidio, nell’ottobre 2023, il bilancio ufficiale è di 73mila morti e 174mila feriti, oltre a migliaia di dispersi.
Cisgiordania Occupata: 3 feriti oggi per colpi d’arma da fuoco dell’esercito durante l’ennesima ondata di raid, in un territorio – la West Bank – dove un rapporto odierno di Oxfam certifica l’aumento esponenziale degli attacchi dei coloni e delle forze militari israeliane: in 5 mesi verificati oltre 540 episodi, mentre “in 3 anni il numero di civili palestinesi uccisi ha superato quello dei 17 anni precedenti”, 1.200, di cui circa 300 bambini. Ci sono poi quasi 50mila sfollati, con costruzione di oltre 925 barriere che impediscono la circolazione di 3 milioni di persone.
BRESCIA, PALESTINA - Recapitate all’Usb, Unione Sindacale di Base, tre raccomandate con cui la Prefettura respinge il ricorso per ben 1160 euro di multa, comminati al sindacato dal Comune di Brescia per un gazebo per Gaza allestito in piazza Paolo VI nell’ ottobre 2025, dopo il primo assalto israeliano alla Flotilla.
Il ricorso è stato giudicato inammissibile. Usb in un comunicato parla di “fatto gravissimo” e “un provvedimento enorme e chiaramente privo di qualsiasi accettabile motivazione”. Chiesta quindi “la cancellazione delle multe per un gazebo che “intralciava il traffico…in zona pedonale”.
Annunciando di perseguire “tutte le vie legali per impugnare questi provvedimenti vergognosi”, Usb chiede anche “la solidarietà politica e materiale di tutte le forze realmente democratiche ed antifasciste, che sanno bene che colpire con multe di migliaia di euro chi manifesta, significa ledere profondamente i diritti costituzionali”.
Su Radio Onda d’Urto Dario Filippini, coordinatore provinciale Usb a Brescia.
BELFAST - Seconda notte di violenze della destra xenofoba e unionista nelle contee del nord Irlanda ancora occupate dalla Gran Bretagna, con 16 arresti e 12 feriti. Decine di fascisti hanno cercato di aggredire migranti di origine africana. Rispetto alla notte precedente, situazione meno complicata a Belfast città, dove però si registrano “credibili minacce di morte” per la sindaca trentenne Róis-Máire Donnelly, del partito repubblicano progressista Sinn Fein. Situazione più tesa in un paio di quartieri unionisti e in zone periferiche di altre contee, mentre manifestazioni razziste –senza scontri – si sono registrate in Scozia e Southampton, Inghilterra.
Da Londra arriva la condanna del premier Starmer che invia rinforzi di polizia, pur accettando però politicamente di aprire alla possibilità di rendere ancora più discriminatorie le politiche migratorie. Va a nozze quindi l’ultradestra, sia quella del trumpiano Farage, pronto a monetizzare elettoralmente i pogrom, sia quella di strada, che in Gran Bretagna è collegata soprattutto al network dei cosiddetti “patrioti”, coccolati via social anche da Elon Musk, con tanto di invito a scendere in strada; un messaggio rivolto al quel magma che unisce quel che resta delle fu milizie unioniste ai microgruppi di ultradestra dei (presunti) “patrioti” razzisti.
CALCIO & BUSINESS - Al via stasera, giovedì, tra le proteste e in un mondo in fiamme i Mondiali di calcio negli Stati Uniti, Messico e Canada: da un lato le manifestazioni di piazza in Messico, dall’altro le politiche anti-migratorie Usa di Donald Trump che hanno bloccato calciatori, dirigenti e arbitri di mezzo mondo. Non batte ciglio, su tutto questo, la Fifa, che organizza l’evento sportivo con un giro d’affare da 13 miliardi di dollari, guidata dal presidente Gianni Infantino, notoriamente amico e sodale del presidente statunitense Trump.
Nel pieno delirio anti-immigrazione, gli Stati Uniti stanno ostacolando l’ingresso nel paese a molti giocatori, staff e altre persone coinvolte nei Mondiali di calcio, che si svolgeranno dall’11 giugno al 19 luglio. Ad alcuni membri delle delegazioni sono stati negati i visti, altri sono stati interrogati per ore alla frontiera, altri ancora potranno entrare negli Stati Uniti solo per giocare le partite. In particolare, la squadra calcistica dell’Iran è stata soggetta a controlli mirati, espulsioni e intimidazioni.
Da Los Angeles, le valutazioni di Luca Celada, giornalista de Il Manifesto
In Messico, invece, dove i Mondiali partono fisicamente tra poche ore, da giorni ci sono proteste di massa. A Città del Messico una manifestazione oceanica ha anticipato l’apertura formale delle partite. Sul Paseo de la Reforma, sono stati bruciati i manifesti del torneo e abbattute le installazioni della Fifa.
Lo sciopero degli insegnanti che in questi giorni ha animato le piazze messicane per chiedere l’aumento retributivo e la revisione delle controriforme pensionistiche si è unito alla lotta delle madri dei desaparecidos, che cercano i propri figli scomparsi nelle grinfie del narco-Stato e che in queste settimane di avvicinamento hanno moltiplicato le azioni di sensibilizzazione sul tema. “Ci mancano più di 134mila persone”, recita uno dei manifesti affissi attorno al Mexico City Stadium.
Questo giovedì, su Radio Onda d’Urto, trovi anche:
A chiudere la newsletter, l’appuntamento con Storia di Classe:
Pochi minuti, ogni giorno, per ripercorrere la storia (la “nostra” storia) e i suoi anniversari. Un evento storico, una mobilitazione politica, una rivolta, una lotta, tornando indietro nel tempo per conoscere il mondo e poi… trasformarlo.
11 giugno 1957: i francesi uccidono il comunista algerino Maurice Audin.










