Turchia: centinaia di fermi e arresti contro la solidarietà al Rojava
Torino: foglio di via di 6 mesi per “appartenenza a gruppi antagonisti" | Olimpiadi Insostenibili: Greenpeace Italia attacca il main sponsor Eni | Palestina: ‘Genocidio di Gaza: un crimine collettivo’
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TURCHIA - In Turchia sono state arrestate almeno 92 persone in una operazione a livello nazionale contro militanti di diverse organizzazioni della sinistra. Tra loro anche – ancora una volta – giornalisti e avvocati, dopo che la settimana scorsa altri 10 legali erano stati condannati a 11 anni di prigione per aver supportato detenuti politici di sinistra, turchi e curdi, con il supporto legale e l’assistenza medica. Sono tutti accusati di “appartenenza a un’organizzazione terroristica”.
Secondo la denuncia del partito della sinistra curda e turca Dem, durante le manifestazioni quotidiane nel Kurdistan turco (Bakur) in solidarietà alla resistenza di Sdf, Ypg e Ypj in Rojava contro l’aggressione del cosiddetto governo di transizione siriano, sono state fermate circa 600 persone e 80 di queste sono ancora detenute.
Tra le persone fermate anche diverse compagne e compagni internazionalisti della “Carovana dei popoli in difesa dell’umanità” che – riusciti a entrare in territorio turco e a unirsi alle mobilitazioni verso il confine siriano, in particolare a Suruc, al confine con la città di Kobane sotto assedio – sono stati fermati dalla polizia turca ed espulsi dal Paese. Alcuni di loro sono stati trattenuti per oltre 24 ore nei Cpr di Erdogan, costruiti con i finanziamenti miliardari dell’Ue per trattenere le persone migranti provenienti dall’area – in particolare proprio dalla Siria – e dirette in Europa.
TORINO - Dalla repressione turca a quella italiana. Lunedì 2 febbraio, al carcere delle Vallette di Torino, 2 delle 3 persone arrestate al termine del corteo nazionale di sabato 31 gennaio a Torino sono comparse davanti al Gip per l’udienza di convalida.
A difenderli gli avvocati Stefano Coppo, Gianluca Vitale ed Elisabetta Montanari. La decisione sull’eventuale misura cautelare arriverà entro domani, mercoledì 4 febbraio, anche sulla base delle dichiarazioni che hanno reso.
Sabato 31 gennaio la Digos della Questura torinese aveva arrestato il 31enne e il 35enne, cittadini italiani, accusati dei reati di resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Entrambi hanno negato le accuse.
È stato anche arrestato, ma in flagranza differita nella giornata di domenica 1 febbraio, un 22enne, per le accuse di concorso in lesioni personali ad un pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico in occasione di manifestazioni. Il giovane sarebbe stato individuato, attraverso l’analisi di alcuni filmati, tra le persone che stazionavano nei pressi della zona in cui è avvenuta l’aggressione a un agente del Reparto mobile (la Celere) di Padova. Dal filmato, ripreso da tutti i media mainstream e direttamente dagli stessi esponenti del Governo, si vedrebbe in realtà il giovane che indossa una giacca rossa guardare quanto sta accadendo, senza mai partecipare ai fatti.
Sempre a Torino, a fine manifestazione altre 24 persone sono state portate in Questura, identificate e denunciate a vario titolo per resistenza a pubblico ufficiale, porto d’armi improprie e travisamento.
Nel corso di cosiddetti “servizi preventivi” – cioè 29, 30 e 31 gennaio – sono state inoltre complessivamente controllate ed identificate 772 persone, di cui 54 cittadini non italiani. Comminate, in quest’occasione, pure un’ondata di misure amministrative “preventive”: 30 fogli di via obbligatori, della durata da 6mesi a 4 anni, 10 avvisi orali e 7 divieti di accesso ai locali pubblici.
Tra le persone colpite anche 3 militanti del Foa Boccaccio di Monza, raggiunti da foglio di via della durata di sei mesi. Fermati sabato mattina in zona Palazzo Nuovo, uno dei tre concentramenti della manifestazione nazionale “Torino è partigiana. Askatasuna vuol dire libertà”, sono stati allontanati per… “appartenenza a gruppi antagonisti”.
Le considerazioni su Radio Onda d’Urto di Paolo, compagno del Foa Boccaccio di Monza. Di seguito un frammento del suo intervento.
Sempre in tema di repressione, oggi sulle nostre frequenze:
BOLOGNA: Tre dirigenti sindacali rischiano un decreto penale di condanna per il corteo in tangenziale. L’intervista a Giovanni Cotugno, segretario regionale della Fiom-Cgil Emilia-Romagna.
SCUOLA: In Italia sempre più episodi di censura e controllo politico. Gli interventi Ugo Giovannangeli, avvocato esperto di diritto internazionale, e di Luca di Assenze Ingiustificate.
OLIMPIADI INSOSTENIBILI - Il Comitato Insostenibili Olimpiadi (CIO) ha annunciato quattro giorni di mobilitazioni contro i Giochi invernali, in programma da giovedì a domenica. Il momento centrale delle iniziative sarà sabato, con un corteo nazionale a Milano contro quelli che gli organizzatori definiscono gli impatti ambientali, sociali ed economici delle Olimpiadi. La manifestazione partirà alle ore 15 da piazza Medaglie d’Oro.
Nel frattempo, Greenpeace Italia è intervenuta attaccando, con un video di denuncia rivolto a uno dei principali sponsor dell’evento, il colosso energetico Eni, che con le sue emissioni “sta contribuendo a far scomparire la neve e il ghiaccio da cui le Olimpiadi stesse dipendono”.
Delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 e del loro insostenibile costo economico, sociale e ambientale, si è occupata anche “Onda Anomala”- Notizie eventi e movimenti dal clima che cambia”, la trasmissione quindicinale di Radio Onda d’Urto parte della Cassetta degli attrezzi e in onda il martedì pomeriggio alle 18.45.
Qui la puntata di oggi, con l’intervista a Silvio La Corte del Comitato Insostenibili Olimpiadi e autore del libro “La bolla olimpica. Illusioni, speculazioni e interessi dietro ai cinque cerchi”.
PALESTINA - Chiudiamo spostandoci a Gaza, dove si continua a morire per mano di Tel Aviv. 3 i morti ammazzati solo nelle ultime 24 ore. Salgono così a 529 le persone uccise da quando il “cessate il fuoco” è entrato in vigore, 1.462 quelle ferite. In questo quadro, sono stati solo 5 i pazienti palestinesi in condizioni critiche autorizzati da Israele a lasciare Gaza attraverso il valico di Rafah – riaperto ieri dopo due anni di chiusura – a fronte degli oltre 22mila pazienti (di cui un quarto minorenni) che necessitano di cure mediche immediate.
Per fare il punto sulla situazione attuale, politica e umanitaria, oggi abbiamo trasmesso la traduzione in italiano del documento diramato oggi dalla FPLP – il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina – che contiene anche un appello ai vari mediatori internazionali dell’ipotetica fase 2. DI seguito un estratto della lettura del comunicato
Quella di Gaza è una situazione che appare sempre più allarmante, una vera catastrofe umanitaria, come emerge chiaramente anche dal nuovo rapporto della relatrice speciale dell’Onu per i territori palestinesi occupati, Francesca Albanese, dal titolo ‘Genocidio di Gaza: un crimine collettivo’. Nell’indagine – presentata oggi, martedì 3 febbraio, in conferenza stampa alla Camera dei deputati – Albanese sottolinea come armi, intelligence e addestramento congiunto da parte dei partner occidentali, Italia compresa, abbiano di fatto alimentato la macchina genocidaria di Tel Aviv.
Qui l’intervento di Francesca Albanese, relatrice speciale dell’Onu per i territori palestinesi occupati, durante la conferenza stampa di presentazione del rapporto . Di seguito un estratto del suo discorso
In Italia, intanto, si continua a discutere del ddl Romeo, una delle proposte di decreto di legge che ha come obiettivo quello di equiparare l’antisemitismo con l’antisionismo e di criminalizzare le mobilitazioni solidali con la Palestina. Mobilitazioni che sono proseguite anche oggi, proprio su questo tema, con un presidio chiamato in piazza Capranica a Roma da Sanitari per Gaza, Assopace Palestina, Comunità palestinese di Roma e Lazio.
Oggi sulle nostre frequenze anche:
CICLONE HARRY: Niscemi epicentro di un disastro esteso a mezzo sud Italia. Trasmissione a più voci tra Sicilia e Calabria.
A chiudere, l’appuntamento con Storia di Classe:
Pochi minuti, ogni giorno, per ripercorrere la storia (la “nostra” storia). Un evento storico, una mobilitazione politica, una rivolta, una lotta, tornando indietro nel tempo per conoscere la storia dei movimenti operai, di classe e rivoluzionari.
3 febbraio 1985 - Desmond Tutu diventa il primo Vescovo nero di Johannesburg








