Umiliazioni e violenze su attivisti/e della Flotilla, sequestrati e detenuti illegalmente in Israele
Sono oltre 400, di cui 29 italiani, in fase di trasferimento nella prigione di Ktziot | Riarmo: guerra in Medio Oriente e affari milionari di Leonardo spa | Antifascismo militante: da Trieste a Modena
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PALESTINA - Sono stati rapiti da Israele in acque internazionali e si trovano ora al porto israeliano di Ashdod gli oltre 400 attivisti e attiviste della Global Sumud Flotilla, le cui ultime barche in navigazione verso Gaza sono state tutte intercettate e sequestrate dall’esercito israeliano. Bloccata l’intera missione.
Le prime immagini mostrano attivisti e attiviste al porto israeliano con il volto a terra, inginocchiati, legati con le fascette ai polsi, bendati, dentro un hangar dove risuona a volume altissimo l’inno israeliano: uomini e donne umiliati ed esposti come trofei durante la visita del ministro della Sicurezza Itamar Ben-Gvir che, come mostrato in video, ride compiaciuto mentre dice loro “benvenuti in Israele”.
Secondo fonti diplomatiche, gli attivisti della Flotilla saranno trasferiti questa sera alla prigione di Ktziot nel deserto del Negev. Le autorità intendono espellere nell’immediato chiunque accetti l’espulsione volontaria, mentre per chi non firma verrà applicata la procedura di espulsione coatta nel giro di 24 ore. A marzo Israele ha fatto una legge per ridurre da 3 giorni a 24 ore il lasso di tempo necessario per la procedura.
Dei 428, sono 87 gli attiviste e gli attivisti in sciopero della fame per protesta. 29 gli italiani e le italiane fermati. Meloni e Tajani convocano l’ambasciatore israeliano senza troppo clamore. Così fa anche la Francia. Attacchi incrociati invece nel governo israeliano, con Netanyahu e il ministro degli Esteri Gideon Saar che provano a smarcarsi da Ben Gvir.
A pretendere (veramente) la liberazione delle persone sequestrate è la stessa Flotilla, stamattina in conferenza stampa a Montecitorio, dove alle ore 15 si è svolto un presidio. Stasera intanto lasceranno Israele i primi due italiani della flotta civile sequestrata, il parlamentare dei 5stelle Carotenuto e il giornalista Mantovani, il cui Ordine ha chiesto la liberazione di lui e dei colleghi rapiti.
Su Radio Onda d’Urto Andrea Sceresini, giornalista, collaboratore de Il Manifesto, a bordo della Flotilla fino al primo atto di pirateria, quello di fine aprile non distante da Creta; le considerazioni di Maria Elena Delia portavoce italiana GSF; nel pomeriggio dal partecipato presidio davanti a Montecitorio il collegamento con Francesca Nardi di Gaza FreeStyle. Trovi articolo completo e collegamenti qui.
Non solo la flotta di mare. Anche la Global Sumud Land Convoy, una missione civile di terra composta da oltre 300 partecipanti provenienti da 25 Paesi, è attualmente costretta ad accamparsi a nove chilometri dal valico di Sirte, Libia, causa dell’aumento dei rischi per la sicurezza e della crescente presenza delle forze armate nell’area del valico. Il valico infatti segna la divisione tra le aree controllate dal governo di Tripoli (Libia occidentale) da quelle sotto l’influenza delle forze della Cirenaica.
Il convoglio trasporta ambulanze, medicinali e unità abitative mobili e include medici, ingegneri, educatori ed eco-costruttori pronti ad aiutare il popolo palestinese a Gaza. Da Sirte in Libia un aggiornamento della situazione con un attivista.
RIARMO - Restiamo nel contesto della guerra imperialista e di una riorganizzazione armata del capitalismo sempre più generalizzata, che vede l’Italia fare affari pericolosi con la guerra.
Ultimo esempio da Leonardo, con un contratto stipulato con Abu Dhabi Ship Building, divisione navale del gruppo Edge, per sistemi di combattimento navali di nuova generazione, destinati al programma navale "Al Dorra" della Marina del Kuwait, uno dei Paesi più colpiti dall’Iran durante l’aggressione israelo-Usa, di cui è un alleato di ferro. Il contratto ha un valore stimato di 320 milioni di euro.
Intanto una mozione presentata al Senato martedì 19 maggio da parte di alcuni esponenti di partiti che compongono la maggioranza di governo accennava a una possibile messa in discussione della decisione presa in ambito Nato riguardo lo stanziamento, per ciascun membro, quindi anche per l’Italia, del 5% del Pil nelle spese militari. Questa mozione, scritta con una manina della Lega, è scomparsa dal testo nel giro di poco.
“Il fatto che addirittura gli esponenti principali al Senato della maggioranza abbiano presentato quel punto, poi tolto, conferma, da un lato, quello che diciamo da tempo: l’aumento delle spese militari va a detrimento delle spese sociali e impedisce al governo di intervenire su questioni come, in questo caso, i rincari energetici”
commenta Francesco Vignarca, della Rete Italiana Pace e Disarmo su Radio Onda d’Urto. Articolo completo e intervista qui.
ANTIFASCISMO - Modena: restano 4, tutti in prognosi riservata, i feriti ricoverati perchè colpiti dalla Citroen C3 di Salim El Koudri, lanciata sui passanti in via Emilia Centro. Sul lato della Procura, i magistrati parlano di azione lucida, 'non dettata da patologie psichiche', e messa in atto 'per uccidere più persone possibile'. Nell'ordinanza con cui si convalida l'arresto di El Koudri anche la possibilità che il 31 enne stesse pianificando 'la fuga in Marocco'. Restano le accuse di strage e lesioni gravissime ma non l'aggravante di terrorismo.
Come da clichè, intanto, i fascisti di Forza Nuova hanno lanciato una manifestazione, in programma per questa sera in largo Porta Bologna. A opporsi alla speculazione xenofoba, realtà antifasciste, da organizzazioni democratiche ai movimenti sociali, hanno dato appuntamento con un presidio alle 18.30 in Largo Aldo Moro. Dall’iniziativa Maurizio Merotto, della redazione Radio Onda d’Urto Emilia-Romagna.
Trieste: ancora antifascismo e aggressioni squadriste. Aggressione fascista a Trieste durante il rito del “Presente” della regione Friuli Venezia Giulia per la commemorazione per il giornalista e fascista Almerigo Grilz, organizzata martedì 19 maggio davanti all’ex sede del Fronte della Gioventù, nel centro del capoluogo giuliano. Grilz, storico sprangatore missino coinvolto in aggressioni contro la popolazione slavofona e legato in Libano alle Falangi maronite di estrema destra, era sodale dei giornalisti missini Gian Micalessin e Fausto Biloslavo.
A contestare il raduno si sono presentati spontaneamente antifasciste e antifascisti cittadini, decisi a opporsi a una manifestazione dichiaratamente nazista e antifascista. Una volta giunti in strada però si trovati davanti a un agguato premeditato: gruppi dell’estrema destra armati di spranghe, cinghie, caschi e tirapugni hanno aggredito ripetutamente i manifestanti, alcuni passanti e due giornalisti intenti a documentare quanto stava accadendo.
Le immagini diffuse nelle ore successive mostrano chiaramente l’azione coordinata dei picchiatori fascisti e il clima di totale impunità in cui hanno agito; ancora una volta infatti, le forze di polizia ha lasciato che che le squadracce neofasciste si muovessero indisturbate, finendo poi per caricare proprio gli antifascisti che stavano opponendosi all’iniziativa nera. Per venerdì 29 maggio alle 18:30, a San Giusto, è stata convocata un’assemblea pubblica aperta alla cittadinanza, alle associazioni e ai rappresentanti politici. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, la testimonianza di un compagno dell’Assemblea Vecchi e Nuovi Fascismi.
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A chiudere la newsletter, l’appuntamento con Storia di Classe:
Pochi minuti, ogni giorno, per ripercorrere la storia (la “nostra” storia) e i suoi anniversari. Un evento storico, una mobilitazione politica, una rivolta, una lotta, tornando indietro nel tempo per conoscere il mondo e poi… trasformarlo.
20 Maggio 1897 - Nasce Il Filosofo Scrittore E Militante Anarchico Camillo Berneri:










