Venezuela: il sisma causa centinaia di morti e feriti, oltre a 25.000 dispersi
Lotte operaie: a Tortona un camion tenta di investire gli operai in sciopero | Riarmo: Italia e Romania sotto accusa per complicità nell’aggressione all'Iran | Germania: “Die Linke” esce dal congresso
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VENEZUELA - Sono oltre 25.000 le persone che risultano al momento disperse a seguito dei devastanti terremoti che ieri sera, mercoledì 24 giugno, hanno colpito il Venezuela.
Due scosse violentissime, a breve distanza, tra mezzanotte e le due di notte, orario italiano, hanno causato il crollo di centinaia di edifici. La prima scossa è stata di magnitudo 7.1, la seconda di 7.5. Si è trattato del sisma più violento da 126 anni a questa parte in Venezuela, con epicentro a Yumare, 300 km a ovest di Caracas.
Sale a 188 morti e 1000 feriti il bilancio, ma i numeri sono destinati a salire. Lo stato più colpito è La Guaira. Danneggiato l’aeroporto internazionale che ha sospeso i voli. La presidente a interim Rodriguez ha annunciato lo stato di emergenza: ‘Situazione grave’.
Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Geraldina Colotti, giornalista ed esperta in questioni latinoamericane, con cui abbiamo fatto anche un quadro generale della situazione del Paese, già in grave crisi politico-economica.
LOTTE OPERAIE - A Tortona è stato nuovamente sgomberato il presidio dei lavoratori della iN’s, giunti al quarto giorno di sciopero. È la seconda volta in 24 ore. Poco prima un camion ha tentato di investire gli operai in sciopero.
Un primo sgombero della polizia era avvenuto ieri pomeriggio, quando i reparti mobili della polizia sono intervenuti per rimuovere i manifestanti seduti a terra davanti ai cancelli. La mobilitazione chiede provvedimenti nei confronti del responsabile della Man Hand Work, accusato dai lavoratori di insulti razzisti e minacce contro sindacalisti del Si Cobas. Nonostante lo sgombero, però, lavoratori e lavoratrici hanno subito annunciato di voler proseguire la vertenza.
Oggi pomeriggio, il tentato investimento dei lavoratori (qui il video) da parte di un veicolo pesante uscito dall’azienda. Tre operai feriti si trovano tuttora in pronto soccorso, tuttavia la risposta della prefettura di Alessandria, dopo multe e foglie di via, è stata per la seconda volta in 24 ore lo sgombero con celere del presidio operaio.
Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, l’aggiornamento di Martino, coordinatore del sindacato SI Cobas. Di seguito un frammento del suo racconto
Ancora mobilitazioni sul fronte del lavoro: venerdì 26 giugno sarà infatti "strike day" in Lombardia per 4.000 corrieri Amazon.
Lo sciopero è indetto dalla Filt Cgil per via dei carichi di lavoro eccessivi, le sanzioni disciplinari ingiuste e i tempi accessori riempiti di lavoro.
RIARMO - L’Iran accusa Italia e Romania di “complicità” nell’aggressione statunitense e israeliana, chiamando in causa la Nato. A sostegno della tesi di Teheran vengono richiamate le parole del segretario generale dell’Alleanza, Mark Rutte, che a Fox News ha dichiarato: “500 aerei statunitensi sono decollati dalle basi Usa in Italia per supportare l’operazione Epic Fury”. In particolare sarebbero state coinvolte le basi di Aviano, in Friuli-Venezia Giulia, e di Sigonella, in Sicilia.
Sulle dichiarazioni di Rutte il Ministero della Difesa italiano prende le distanze: “si tratta di un messaggio fuorviante. sono stati autorizzati esclusivamente voli tecnici e logistici, nel rispetto degli accordi internazionali” fa sapere il dicastero guidato da Guido Crosetto. Un chiarimento che arriva mentre è in corso un confronto con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti sulle risorse destinate al riarmo. Le opposizioni, intanto, chiedono che sia la presidente del Consiglio Giorgia Meloni a riferire immediatamente in Parlamento, dopo giorni di tensioni e divergenze verbali con Donald Trump.
Ai nostri microfoni è intervenuto Antonio Mazzeo, giornalista e attivista antimilitarista, che negli scorsi mesi aveva denunciato il ruolo della base aeronavale USA di Sigonella nell’attacco contro l’Iran. Di seguito, un estratto della sua analisi
GERMANIA - Die Linke, lo storico partito della sinistra, a congresso lo scorso fine settimana a Potsdam. 126mila le persone iscritte al partito, dato quasi per spacciato fino a pochi anni fa, arrivato invece nelle elezioni 2025 a quasi il 9% e ora dato, nei sondaggi, tra il 10% e il 12%. Il tutto grazie all’ingresso in massa nel partito di una nuova generazione, che ha dato battaglia pure dentro l’assise su diverse questioni politiche di fondo, dal tema della Palestina a quello di un’opposizione sempre più radicale, in senso antifascista e anche antirazzista, non solo all’Afd ma pure alla Cdu di Merz, accusato da diversi cartelli di “Stare sempre con i ricchi”; per questo, ribadita una politica di maggiori tassazioni verso i grandi capitali. Stessa linea, radicale, anche contro il riarmo, con il sostegno al movimento dei giovani tedeschi contro la reintroduzione in Germania della leva obbligatoria.
Il congresso ha eletto come co-leader Ines Schwerdtner e Luigi Pantisano. Classe 1979, architetto e urbanista, Pantisano è metà svevo e metà calabrese; la famiglia paterna è infatti originaria di Cariati Marina, emigrata poi negli anni ’60 per lavoro nel Baden-Württemberg.
Sempre al congresso di Die Linke, con il voto favorevole di due terzi degli iscritti e dopo anche qui dopo un dibattito acceso, via libera alla mozione che parifica gli stipendi degli eletti al “salario medio” di un lavoratore di analgoej mansioni: 3.300 euro per i single, poco più di 5mila per chi ha famigliari a carico, rispetto ai quasi 12mila euro di deputati ed eurodeputati. Il resto andrà a “Die Linke Hilft”, l’associazione del partito di consulenze sociali, pratiche e politiche, alle persone che si trovano in situazioni di difficoltà
Oggi, sulle nostre frequenze, abbiamo anche affrontato:
VENERDÌ 26 GIUGNO: Festa di chiusura estiva al Csa Magazzino 47 di Brescia. Qui tutti i dettagli.
VERONA: Sabato Tumulto Pride. “Politico, indipendente” e nuovamente minacciato dall’estrema destra. Sulle nostre frequenze, hanno presentato la giornata Giovanni Zardini e Andrea Viceré della Rete Tumulto Pride.
DALLA PARTE DEL DIRITTO ALL’ABITARE: Passa alla Camera il Piano Casa che non dà risposte alla crisi abitativa. Qui la nuova puntata.
“ARCHIVIO DEL GATTO NERO”: Viaggio nei quarant’anni di Radio Onda d’Urto. Storie, voci, lotte. Qui tutte le puntate.
“VOCES ANDANTES”: La trasmissione dalle (e sulle) Americhe. Su Radio Onda d’Urto ogni giovedì sera e sabato mattina. Qui tutte le puntate.
A chiudere la newsletter, l’appuntamento con Storia di Classe:
Pochi minuti, ogni giorno, per ripercorrere la storia (la “nostra” storia) e i suoi anniversari. Un evento storico, una mobilitazione politica, una rivolta, una lotta, tornando indietro nel tempo per conoscere il mondo e poi… trasformarlo.
25 giugno 1975 - La liberazione del Mozambico dal dominio portoghese









